La molecola ubriaca anti-cancro

160237198-3e876cb3-c814-438b-b728-fa8adaa6036b

MILANO – Uccidere le cellule tumorali “ubriacandole”: è quello che hanno ideato i ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che hanno presentato un apposito studio al congresso mondiale dell’European Association for Cancer Research, in corso a Monaco. In particolare, gli esperti hanno usato una molecola che intossica le cellule del tumore della tiroide e le costringe a ‘bere’ liquidi fino a scoppiare, letteralmente.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Oncotarget, è stata condotta dal gruppo di scienziati guidati da Maria Grazia Borrello dell’Unità meccanismi molecolari del Dipartimento di oncologia sperimentale e medicina molecolare, ed è stata finanziata dall’Associazione italiana ricerca sul cancro. Gli scienziati hanno scoperto che la molecola chiamata ‘miR-199a-3p’, che in genere è presente a bassi livelli nel carcinoma della tiroide, se viene reintrodotta è in grado di intossicare le cellule tumorali. “La sua produzione – dicono i ricercatori – porta le cellule del tumore a riempirsi di liquido extracellulare fino a scoppiare, causando una morte in massa di queste cellule”.

“Questo risultato – spiega Maria Grazia Borrello – è d’interesse sia per i pazienti con carcinoma papillare della tiroide, sia in generale per terapie antitumorali innovative. Il carcinoma papillare della tiroide è in costante crescita e sebbene generalmente sia associato a una buona prognosi dovuta alla risposta positiva ai trattamenti chirurgici o con radioterapia, il 10% dei casi presenta una malattia progressiva e resistente alle terapie tradizionali. La molecola miR-199a-3p rappresenta quindi una potenziale strategia terapeutica. Inoltre, essendo le cellule tumorali frequentemente resistenti all’apoptosi, e cioè alla morte programmata delle cellule, l’identificazione di un meccanismo alternativo per indurne questa morte è di sicuro interesse anche per altre patologie tumorali”.

Da Repubblica.it del 07 luglio 2014